BRIAN ENO

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Vera e propria icona della cultura contemporanea internazionale, Brian Eno è uno dei più significativi produttori discografici della nostra epoca. Artista, musicista, ideologo, compositore e artista visivo, quello che traspare in tutti i lavori è la sua idea di arte come forma espressiva capace di dialogare con l'ambiente e lo spettatore.

L'installazione audiovisiva 77 Million Paintings combina il talento grafico e pittorico di Eno e le potenzialità della tecnologia: concepito come “musica visuale” grazie all’uso di un software generativo di immagini, 77 Million Paintings nasce dalla costante ricerca sulla luce come mezzo artistico di Brian Eno e dal suo desiderio di esplorare le nuove possibilità estetiche offerte dalla tecnologia. Creato inizialmente per portare l’arte sugli schermi piatti televisivi e  monitor spesso oscurati e inutilizzati, il progetto, avviato nel 2006, si sta ora adattando a grandi installazioni nei musei e negli spazi pubblici di tutto il mondo.



BIOGRAFIA


Nasce a Woodbridge nel 1948. E’ uno dei membri fondatori dei Roxy Music, per i quali cura gli arrangiamenti del loro album di debutto  e del leggendario “For your pleasure”.  Lascia i Roxy music nel 1973 e inizia la carriera solista con l’album “Here come the warm Jets”.

Brian Eno ha realizzato successi ampiamente acclamati dalla critica, premiati nel corso degli anni con due "Best Of" e tre Boxed Sets.

Ha collaborato con artisti del calibro di John Cale, Nico, Robert Fripp e il gruppo James.

Ha collaborato con David Bowie negli album “Low”, “Heroes” e “Lodger”, aiutandolo a definire le sonorità di questa classica trilogia.

Dopo aver prodotto “The Joshua Tree”, “Unforgettable fire”, “Zooropa” e “Achtung Baby” degli U2, Eno si unisce ai membri della band e ad altri artisti (tra cui Luciano Pavarotti e Howie B) per scrivere e registrare l’album “Passangers: Original Soundtracks “, pubblicato dalla Island Records.

Brian Eno è uno dei più significativi produttori discografici della nostra epoca.

La sua abilità nell’indirizzare gli artisti in campi radicalmente nuovi è evidenziata dai tre album che ha realizzato insieme ai Talking Heads, esperienza che culmina con “Remain in Light” del 1980. In quell’anno ha anche prodotto la raccolta dei New York’s New Wave “No New York”, e la raccolta dei Devo’s “Are we not men? We are Devo”.
Nel 1980 mette la sua esperienza a disposizione degli U2, aiutandoli a trasformarsi da grande rock band a una band più originale e creativamente provocatoria. Le altre produzioni di quel periodo vanno dalla collaborazione con l’artista Geoffrey Oryema dei Real World, a quella con la band James  e con le cantanti Jane Siberry e Laurie Anderson.

Pioniere del “tape-looping” e di altre forme di manipolazione del suono, Eno lavora nei primi anni Settanta con Robert Fripp (“No Pussyfooting” e “Evening star”) distinguendosi per la determinazione con cui guarda attraverso la forma convenzionale dei suoni. Il suo inusuale approccio strategico nel comporre musica diviene chiaro nel 1975 con la pubblicazione di “Oblique Strategies”.

Sempre nel 1975 Eno realizza  “Discreet Music”, dando il nome al nuovo genere da lui inventato: la musica “ambient”.  Presentando John Cage al pubblico del pop, le realizzazioni “ambient” di Eno ( tra cui “Music for Airports” e “Thurstday Afternoon”) diventano evidenti punti di riferimento nei primi anni Novanta, quando la musica “Ambient” esplode in nuove forme musicali ibride.

Eno è precursore di nuovi progetti e di un uso ricercato dei suoni in “My life in the Bush of Ghosts”, in collaborazione con David Byrne nel 1981. Il lavoro strumentale di Eno continua con “The Shutov Assembly” realizzato nel 1992 e con il piccolo capolavoro “Neroli” del 1993.

Come tutti i grandi musicisti rock, anche Brian Eno ha frequentato una scuola d’arte. Diversamente da altri però egli continua a lavorare nella ricerca delle immagini visive. I suoi lungometraggi sono stati proiettati in tutto il mondo, in particolare allo Stedelijk Museum di Amsterdam, alla Biennale di Venezia ed al Centre Pompidou di Parigi.
Dal 1995 una delle sue opere “di suoni e luci” è in mostra permanente allo Swarovski Museum (Austria). Combinando suono e immagini visive, il lavoro di Eno crea un ambiente alternativo in cui il visitatore si immerge totalmente. Allo stesso modo la sua musica “ambient” crea nell’ascoltatore il  senso dello spazio. Nel 1995 Brian Eno collabora, come professore straordinario della Royal College of Art, con Laurie Anderson e alcuni dei suoi studenti al progetto “Self Storage” a Wembley (Londra).

Nel 1996 il lavoro “Generative Music” un importante successo. L’estremo interesse dimostrato nello studio e nell’evoluzione delle sue composizioni sfociano nella creazione di un floppy disk per PC che si avvale dei software Sseyo e Koan. Eno vede questo lavoro come la più eccitante delle sue produzioni musicali.

Il libro “A Year. (With Swollen Appendices)”, è un diario, un raro spaccato di vita quotidiana di Brian Eno e comprende inoltre alcuni saggi dell’artista. Viene pubblicato da Faber & Faber nel Maggio 1996.

Nella primavera del 1997 compone “Music for White Cube” per la White Cube Gallery  di Londra.

Nel luglio del 1997 realizza “The Drop”, il primo album solista dopo tre anni.

Nel novembre 1997 Brian crea “Lightness”, einstallazione audio visiva per il Palazzo di Marmo del Museo Russo di San Pietroburgo. La sua produzione successiva è “Music for Prague”, in collaborazione con l’artista Ceca Jiri Prihoda, nell’estate del 1998.  Il 1999 vede la prima performance dal vivo di Brian Eno, dopo dieci anni, insieme a J.Peter Schwalm per l’inaugurazione di “Future Light lounge proposal” a Bonn.

Sempre nel 1999 Brian è l’artista di punta dell’Holland Festival di Amsterdam. Lo Stedelijk viene scelto, ancora una volta, per l’installazione di “The Shutov  Assembly”, orchestrata poi dalla Netherlands Philarmonic Orchestra.
L’Ottobre del 1999 vede la realizzazione dell’album “Millionaires”, l’ultima produzione per la band James.
Sempre l’Ottobre del 1999 vede l’uscita de “I Dormienti”, una collaborazione tra Brian Eno e lo scultore Mimmo Paladino alla Roundhouse di Londra.

Nel Dicembre 2000 l’opera solista di suoni e luci “Kite Stories” viene inaugurata al Museo Kiasma di  Arte Contemporanea a  Helsinki. Nel 2000 l’installazione “Civic Recovery Centre Proposal” viene inaugurata all’Hayward Gallery di Londra insieme all’esposizione d’arte e suoni “Sonic Boom”.


Alla fine del 2001, gli U2 realizzano il loro  album ” All that you can’t leave behind”,coprodotto da Brian Eno e Daniel Lanois. Il 2001 è stato un anno pieno di nuove produzioni, tra cui l’ultimo album dei James “Pleased to meet you” e “Drawn from Life”, realizzato in Maggio per la Virgin Venture Records”.

Brian ha poi realizzato l’installazione “Compact Forest Proposal” per il San Francisco Museum of Modern Art e, ha lavorato ad un album solista che comprende scelta di canzoni tratte dai suoi tre concerti live tenuti a Porto il 16 Giugno e al Fuji Rock Festival il 29 luglio.

Quello che traspare in tutti i lavori di Eno è la sua abilità nel trarre idee da alcuni aspetti della vita e di applicarle ad altri aspetti diversi. La sua musica “ambient” è il risultato dell’applicazione di idee prese dal mondo reale e ritrasmesse attraverso nuovi strumenti e tecnologie di registrazione. Allo stesso modo, la sua produzione tecnica è più simile al lavoro di un consulente che a quello di un produttore convenzionale; piuttosto che lavorare ai mixer per mesi, preferisce intervenire regolarmente, ma solo occasionalmente, dirigendo il progetto con grande attenzione.
Brian Eno non è, come a molti può sembrare, una sorta di scienziato. È veramente poco interessato alla nuova tecnologia in sé, preferisce quella tecnologia che è il risultato di un momento, di un minuto, senza ricorrere all’uso di un manuale.
 

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